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lunedì 21 novembre 2016

Recensione: È solo una storia d'amore di Anna Premoli


Titolo: E' solo una storia d'amore
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton Editori
Data pubblicazione: 3 Novembre 2016
Genere: Rosa

Trama:
Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?

Recensione:
Noi lettrici di libri rosa veniamo giudicate per il genere che tanto amiamo leggere, troppo spesso considerato inferiore, di poco spessore, sciocco. Quante di voi si sono sentite dire " Una storia d'amore così esiste solo sui romanzetti che leggi tu."?. Commessi delle librerie che ti guardano male quando porti alla cassa quella copertina dalle sfumature rosa, o ancora forum dove questo genere viene denigrato e le lettrici vengono considerate poco intelligenti.
Questo romanzo vuole rispecchiare proprio questo eterno dibattito e in qualche modo cerca di riscattare tutto il genere Rosa.
Aidan è uno scrittore famoso, considerato un genio dal mondo letterario ha pubblicato il suo primo libro e ha già vinto il premio Pulitzer. 
Peccato che dal premio ormai sono passati cinque anni e che Aidan non hi più scritto nemmeno una frase da allora. All'apparenza presuntuoso, arrogante e pieno di se , nasconde una personalità molta insicura e una paura di deludere le aspettative del mondo e della sua famiglia.

Laurel invece è una scrittrice di romanzi per l'appunto Rosa. Meticolosa, pragmatica e ironica sembra sfornare un successo dietro l'altro, peccato che siano libri che appartengono ad un genere considerato dalla critica inferiore. Laurel seppure ama scrivere romanzi pieni di storie d'amore nasconde un cinismo che la porta a non credere, lei per prima, che storie come quelle raccontate nei libri possano accaderti nella vita reale.

martedì 14 giugno 2016

Recensione: L'importanza di chiamarti amore - Anna Premoli


Titolo: L'importanza di chiamarti amore
Autore: Anna Premoli 
Editore: Newton Compton Editori
Data pubblicazione: 26 Maggio 2016

Trama:
Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d’accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...

Recensione:
Buongiorno a tutti,
dopo una piccola pausa sono tornata con una nuova recensione.
Questo romanzo narra della storia di Giada, che abbiamo già incontrato nel ruolo della migliore amica della protagonista nel romanzo "L’amore non è mai una cosa semplice". La vera sorpresa è scoprire che anche il protagonista maschile Ariberto è già comparso in questo primo romanzo.
L'importanza di chiamarti amore inizia proprio con una scena del romanzo precedente. Qui scopriamo che mentre Lavinia e Sebastiano si riconciliavano tra Giada e Ariberto c'è stato un primo vero contatto, anzi direi un bacio rubato sulla pista da ballo.
Giada è una ragazza anticonformista, ribelle, che adora non seguire le regole bigotte imposte da mamma e papà e dalla società. Ha un ragazzo Filippo che abita a Verona e che ha scelto proprio perchè è l'esatto opposto di tutti che ragazzi per bene che frequentano la Bocconi e che si sono fatti strada nella vita solo grazie ai genitori.  Ariberto è proprio l'incarnazione di ciò che Giada detesta, o ha sempre pensato di detestare. Abiti firmati, camici su misura, un cognome quasi nobile, eleganza, portamento e gentilezza, di certo non il Bad Boy che Giada sognava di portare a casa per fare arrabbiare mamma e papà.
Dal loro primo bacio sulla pista da ballo Giada ha deciso di non rivederlo mai più, anche se di tanto in tanto l'intensità di quel bacio le torna in mente solleticando le sue fantasie.
Purtroppo però, anzi per fortuna, i due ragazzi finiscono per ottenere uno stage presso la stessa azienda e per lavorare giorno dopo giorno fianco a fianco.